Lo spazio scritto

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Prezzo:
Prezzo di vendita: 18,00 €
Descrizione

Un modello ideale di società evoluta tende a distribuire in modo equilibrato le risorse economiche, disegnando modelli di sviluppo in grado di realizzare uno scenario di crescita armonico per tutti gli individui che la compongono e riconoscendo implicitamente loro, con ciò, il diritto ad affermarsi assegnando al concetto di differenza il valore di risorsa comune. Per giungere a questo scopo occorre dare la valenza giusta alla concretezza e alla creatività come mezzo irrinunciabile per l’evoluzione della società stessa. Punto di equilibrio tra economia e cultura è la prestazione intellettuale genericamente intesa, anello di congiunzione tra l’artista e la “mise en scène” delle sue opere. Essa viene convogliata nelle fasi che precedono la mostra e viene resa ancora più fertile dall’interazione tra cervelli in grado di innescare tra di loro e all’esterno più livelli di coinvolgimento. Queste menti rappresentano il think tank di un processo virtuoso di crescita civile, che porta alla testimonianza allargata di un percorso culturale altrimenti solitario.Il catalogo della mostra di Giuliano Marin “Lo spazio scritto” racconta una esperienza di dialogo tra l’Italia e la Francia, riassunti nel progetto “Territori del bianco”, a cura di Vittoria Biasi. Il catalogo invita a conoscere il lavoro che precede una mostra, che si avvale del percorso creativo dell’artista, ma anche dell’interazione tra i soggetti che ruotano attorno alla sua figura: l’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale Dino Gasperini apre il catalogo e concede il patrocinio per la prima volta ad mostra ideata in Italia che si svolge in Francia, a seguire il testo della curatrice e ideatrice del percorso espositivo, il critico Vittoria Biasi, che esplora il procedimento linguistico nell’ambito del confronto culturale che da oriente a occidente scrive i luoghi e i confini della monocromia, lo studioso della percezione visiva l’architetto Claudio De Angelis ci conduce nella genesi del processo creativo partendo dagli schizzi per arrivare alla “meta” della ricerca, il Prof. Franco Purini scava nell’attitudine visionaria dell’artista individuando nei disegni le atmosfere surriscaldate e metalliche e le relazioni topologiche primarie, l’architetto Andrea Giunti ci invita a ravvisare nel lavoro un supercodice internazionale individuando nel percorso creativo le ispirazioni a Sant’Elia e Terragni, la dott.ssa Matilde Migliorini ci introduce nel suo laboratorio di restauro, illustrandoci le raffinate tecniche di rifodero della carta, attraverso l’inventiva - tutta italiana - di un metodo messo a punto da Matteo Rossi Doria, che, attraverso il riscaldamento dell’opera, consente l’aderenza della carta da imballaggio alla carta Bolloré Thin Papers, che preserva l’opera dall’invecchiamento. A chiudere la serie di interventi le 13 opere selezionate, magistralmente riprodotte da f2f studio dai fotografi Pino Abbrescia e Fabio Santinelli.