Basso continuo

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Descrizione

Mi chiamo Pietro Debelèi. Cercherò di riportare qui come posso tutto ciò che mi è capitato dai vent’anni in avanti. […]

Verso la metà di gennaio del 1915, al ritorno di una gita sulle Caravanche, a Trieste trovai la notizia della mobilitazione generale, questo in seguito all’assassinio il 28 giugno del ’14 dell’Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo. A me non spettava d’essere richiamato perché non ero ancora sotto leva, mentre i riservisti, sia gli idonei come età, sono stati tutti mobilitati e spediti

ai fronti di guerra, parte sul fronte russo e altri su quello serbo. Però dopo qualche giorno è arrivata la chiamata alle armi anche per noi giovani: eravamo prossimi alla chiamata, ma ugualmente non ci sarebbe ancora spettato di andare sotto le armi. La cartolina precetto diceva che dovevamo presentarci entro la mattina del 15 gennaio al distretto della leva militare. Ci siamo presentati e ci fecero subito tutti abili al servizio. Facevano abili tutti… Io fui destinato al Quinto reggimento di stanza a Pola, il Quinto reggimento Landwehr. […]

Soltanto molti anni dopo, ripensando a tutta la mia vita e oramai vecchio, ho capito che ogni generazione, e fino a quando esisterà il mondo, sarà sempre accompagnata, come un basso continuo, da quella specie di rumore di fondo che sono le guerre, causate dalle utopie nazionalistiche e ideologiche.